Alimentazione e benessere cognitivo: parola alla nutrizionista

Intervista a Martina Vecchiarini, biologa nutrizionista

Nella nostra ricerca continua di benessere e longevità, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale, specialmente in relazione alla salute cognitiva e alla prevenzione del declino cerebrale legato all’età. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Martina Vecchiarini, biologa nutrizionista, che ci ha offerto una panoramica approfondita su come l’alimentazione e uno stile di vita attivo possano fare la differenza nel preservare il benessere cognitivo.

Il declino cognitivo e i fattori di rischio 

La Dott.ssa Vecchiarini inizia sottolineando che il declino cognitivo, responsabile del deterioramento della memoria e delle funzioni ad essa collegate, è inevitabilmente legato all’avanzare dell’età. “L’invecchiamento è un processo fisiologico che coinvolge tutti gli organi del nostro organismo, cervello compreso. Esistono dei fattori che lo accelerano e non sono modificabili, come la genetica, traumi cranici, farmaci neurotossici, esposizione a metalli tossici, malattie infettive e patologie cardiovascolari e metaboliche. Tuttavia ci sono anche fattori modificabili che aiutano a preservare il benessere cognitivo”. Quali sono questi fattori su cui possiamo agire? In primis lo stile di vita sano, declinato in alimentazione, mantenimento del normopeso, attività fisica costante, poco alcool, astensione dal fumo e poi anche un costante esercizio mentale. “Oggi parlerò dell’importanza dell’alimentazione e del mantenimento del normopeso per preservare la funzione cerebrale anche dopo i 50 anni”.


L’importanza di uno stile di vita sano per mantenere il benessere cognitivo

“Uno stile di vita sano, che include alimentazione equilibrata, mantenimento del peso forma, attività fisica costante, moderazione nell’alcol e astensione dal fumo, gioca un ruolo fondamentale nel preservare le funzioni cerebrali” afferma la dottoressa. Tra questi, l’alimentazione varia ed equilibrata e il mantenimento del normopeso sono cruciali, in quanto l’eccesso di grasso, soprattutto il grasso viscerale (quello che si accumula nel girovita, per intenderci), è un noto fattore di rischio per malattie cardiovascolari e neurologiche, poiché invia segnali infiammatori all’intero organismo.

La dieta mediterranea come modello di riferimento 

Per mantenere il normopeso bisogna agire su:

1. Attività fisica costante, sia in palestra che a casa
2. Una corretta alimentazione, che prediliga la dieta mediterranea.

La Dott.ssa Vecchiarini si sofferma proprio sul ruolo fondamentale della dieta mediterranea, ricca di nutrienti essenziali per il benessere cognitivo. “Non è l’accento su un singolo superfood a fare la differenza, ma l’equilibrio tra i vari alimenti che compongono la dieta mediterranea” spiega.

I gruppi di nutrienti che non possono mancare sulla nostra tavola, che ci aiutano a preservare le funzioni cognitive e che sono presenti nei cibi consigliati nella dieta mediterranea includono:

Molecole antiossidanti

“Il cervello lavora costantemente anche quando dormiamo e nella sua incessante attività produce radicali liberi, delle molecole reattive che, se prodotte in eccesso, possono essere pericolose. Con l’avanzare dell’età la produzione dei radicali liberi può aumentare. Le molecole antiossidanti esogene (presenti nel cibo) ci vengono in aiuto perché vanno ad abbassare lo stress ossidativo.”

Queste molecole si trovano in frutta, verdura, semi oleaginosi, frutta secca, olio evo, caffè, cioccolato e vino rosso (in quantità moderate).

Molecole antinfiammatorie

“L’infiammazione svolge un ruolo cruciale nella difesa del nostro organismo: è la risposta naturale del corpo all’invasione di virus, permettendoci di superare tali infezioni e preservare la salute. Tuttavia la perdita di equilibrio nel processo infiammatorio è alla base di molte patologie. Qui entrano in gioco le molecole antinfiammatorie presenti nel cibo.”

Queste molecole si trovano in cibi ricchi di omega3, come pesce azzurro, alici, sgombro,  semi di lino e noci.

Vitamine

“L’apporto di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B,D, A ed E è fondamentale. Secondo alcuni studi ad esempio in soggetti affetti da Alzheimer è stata riscontrata una carenza di vitamina B12, carente soprattutto in alimentazione vegetariana.”

Fibre

“Le fibre in una dieta sono cruciali: non solo regolano l’alvo ma nutrono intestino, il nostro secondo cervello. I batteri presenti nell’intestino parlano con il nostro organismo, il sistema immunitario e il cervello. Mantenere una buona flora batterica intestinale fa sì che non ci vengano inviati al nostro corpo dei messaggi infiammatori.”

Le fibre sono presenti nei legumi, nella frutta secca e semi, nei cereali integrali e in frutta e verdura.

– Minerali

“Il magnesio è un minerale che svolge un ruolo chiave nella preservazione delle funzioni cognitive e nella prevenzione del declino cognitivo grazie alla sua capacità di supportare la trasmissione nervosa e proteggere le cellule cerebrali dallo stress ossidativo. Contribuisce inoltre alla regolazione del flusso sanguigno verso il cervello, essenziale per mantenere una buona memoria e funzioni cognitive ottimali.” Il magnesio è presente in frutta secca (tipicamente mandorle), legumi e cereali integrali oltre che ortaggi a foglia verde.

Consigli nutrizionali per il benessere cognitivo

Per preservare le funzioni cognitive, la dott.ssa Vecchiarini consiglia di includere legumi, frutta secca e semi oleaginosi nella dieta settimanale, limitare i grassi saturi e trans, presenti in carne rossa, formaggi e cibi industriali e optare per un’alimentazione ricca di fibre e povera di cibi raffinati e zuccheri “in quanto lo stimolo insulinico è infiammatorio”. Bisogna inoltre “assicurarsi di assumere sempre una fonte di vitamina b12 e magnesio e di praticare attività fisica costante per il suo ruolo neuroprotettivo.” La nutrizionista ci mette in guardia contro l’uso indiscriminato di integratori, che potrebbero causare più stress ossidativo al cervello anziché beneficiarlo, raccomandando invece di concentrarsi su una dieta equilibrata.

Modificare la propria alimentazione può sembrare impegnativo all’inizio ma i benefici, sia fisici che mentali, superano di gran lunga lo sforzo. “Adottare un regime alimentare sano non solo nutre il corpo ma anche la mente, rallentando il declino cognitivo e migliorando la qualità della vita” conclude la nutrizionista.

Correlati

L’audioprotesista: qual è il suo ruolo?

Un audioprotesista è un professionista specializzato nel fornire soluzioni e servizi a chi soffre di perdita dell’udito. L’audioprotesista ha le…

Apparecchi Acustici e contributo ASL: da dove iniziare?

Un approccio pratico alle convenzioni ASL Quando si parla di contributo ASL per l’acquisto degli apparecchi acustici, è necessario un…

4 consigli di prevenzione dell’udito

Potenziali danni e consigli di prevenzione del tuo udito I danni all’udito possono essere di diversa natura: fisiologici come l’invecchiamento…

Le 5 curiosità sull’udito che non conoscevi

Cos’è che rende le orecchie così speciali? In primis ci consentono di sentire e, si sa, l’udito è un senso…

Ipoacusia e invecchiamento: cose che devi sapere

Con l’avanzare dell’età, il nostro corpo subisce una moltitudine di cambiamenti, tra cui il declino delle funzioni sensoriali. Uno dei…

Perché l’esame audiometrico è fondamentale

Perché l’esame audiometrico è fondamentale per la salute dell’udito. In un mondo pieno di rumori e distrazioni costanti, la nostra…

La prevenzione è la chiave per un udito sano

Prenota una visita gratuita

× Available on SundayMondayTuesdayWednesdayThursdayFridaySaturday