L’ipoacusia professionale: cos’è e come tutelarsi

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L’ipoacusia, o calo dell’udito, è una patologia che colpisce ogni anno migliaia di italiani: sono circa 7 milioni le persone che hanno difficoltà a cogliere distintamente tutte le parole durante una conversazione o che tendono ad alzare troppo il volume della tv per sentire meglio.

La causa principale del calo uditivo è di natura fisiologica: le cellule che compongono il sistema uditivo invecchiano come quelle dell’organismo e pian piano non sono più in grado di svolgere correttamente la loro funzione.

Tuttavia, ci sono dei casi in cui l’ipoacusia non dipende dal naturale invecchiamento umano, ma è legata a traumi acustici o all’esposizione prolungata a forti rumori. Se ciò avviene a causa di attività svolte sul posto di lavoro, si parla allora di ipoacusia professionale.

I sintomi sono quelli comuni dell’ipoacusia:

  • problemi nel percepire i suoni acuti
  • difficoltà a comprendere bene tutte le parole
  • decadimento delle capacità cognitive
  • stress e ansia sociale

L’ipoacusia come malattia professionale

L’ipoacusia professionale rappresenta ben il 40% dei casi di ipoacusia nel nostro Paese e, a seconda della causa, può essere distinta in due tipologie. Se il danno avviene per via di un trauma acustico, ossia un rumore forte e improvviso che superi i 140dB, come uno scoppio o un’esplosione, si tratta di ipoacusia professionale di tipo acuto; se invece il danno è causato dall’esposizione prolungata (circa 8 ore giornaliere) a rumori superiori agli 80dB, si parla allora di ipacusia professionale di tipo cronico,la più diffusa.

Per essere considerata una malattia professionale, è necessario accertare che l’ipoacusia sia stata causata dallo svolgimento di specifiche attività lavorative previste dalla legge, all’interno dello spazio lavorativo. Le attività riconosciute sono diverse, ma tutte elencate nell’Allegato n. 4 al D.P.R. 9 giugno 1975, n. 48. Esse vanno dall’utilizzo di utensili ad aria compressa all’impiego di seghe per metalli, dalle prove delle armi da fuoco fino agli interventi condotti all’interno delle navi.

Solo in questi casi, la perdita dell’udito è riconosciuta come malattia professionale e in quanto tale è inserita nelle Tabelle INAIL delle Malattie Professionali.

Le categorie lavorative più a rischio e la prevenzione

Ma quali sono le categorie lavorative più esposte ai rumori?

Secondo la Banca Dati MalProf, aggiornata al 2018, le categorie lavorative più esposte alla perdita dell’udito sul luogo di lavoro sono quelle legate alle attività manifatturiere e alle industrie (49%): catene di montaggio, presse idrauliche e macchinari di ogni tipo sottopongono l’udito dei lavoratori ad uno stress continuo. Seguono poi i lavori nei settori delle costruzioni (28,8%), dell’agricoltura (9,3%) e del commercio all’ingrosso e al dettaglio (4,3%).

Per queste categorie, tuttavia, la legge prevede particolari protocolli di sicurezza da adottare quotidianamente per proteggere la salute uditiva del lavoratore ed allontanare così il rischio di un’ipoacusia professionale. In particolare, è obbligatorio l’utilizzo di otoprotettori da lavoro, che sono dei veri e propri DPI (dispositivi di protezione individuale), ben più sofisticati dei comuni tappi per le orecchie. Sono infatti altamente tecnologici e proteggono l’udito dai rumori dannosi senza però isolare il lavoratore dall’ambiente circostante, permettendogli quindi di comunicare con i colleghi e di avvertire suoni di pericolo, come sirene o allarmi.

Riconoscimento INAIL e cura per l’ipoacusia professionale

Come detto in precedenza, l’INAIL riconosce l’ipoacusia come malattia professionale. È necessario però seguire un iter ben preciso che consiste in:

  • visita specialistica che attesti l’ipoacusia
  • consegna al datore di lavoro del certificato
  • raccolta da parte dell’INAIL delle informazioni relative al lavoratore e alle sue mansioni e acquisizione del documento aziendale di valutazione dei rischi
  • visita di controllo da parte dell’INAIL

Nel caso in cui sia accertata la malattia professionale, l’INAIL trasmette al lavoratore il grado di inabilità al lavoro. Dopodiché, il lavoratore può procedere con la richiesta delle agevolazioni fiscali per gli apparecchi acustici.

Gli apparecchi acustici infatti sono gli unici dispositivi che permettono di migliorare la percezione uditiva di chi soffre di ipoacusia, ma possono talvolta risultare molto costosi. Per questo, per gli aventi diritto, sia l’ASL che l’INAIL si fanno carico delle spese (totali o parziali) per il loro acquisto.

I centri Acustica Campana sono riconosciuti e autorizzati per la fornitura di apparecchi acustici con agevolazioni ASL e INAIL. Se pensi di avere problemi uditivi, effettua un controllo gratuito dell’udito in uno dei nostri centri acustici specializzati o rivolgiti a noi per supporto nella richiesta del contributo.

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