L’arrivo dell’estate porta con sé tanta voglia di mare e relax. Nuotare e abbronzarsi sono le attività estive per eccellenza che, però, richiedono i dovuti accorgimenti. Come è risaputo, l’esposizione prolungata al sole può essere rischiosa per la pelle se non si prendono le dovute precauzioni come l’uso di creme solari ad alta protezione o evitare di esporsi agli orari più caldi. Allo stesso modo, anche le attività in acqua o piscina comportano dei rischi per la salute come una maggiore esposizione alle otiti estive, ovvero infiammazione dell’orecchio (esterno o interno), che, se non affrontare correttamente possono davvero rovinare le nostre vacanze.
Cosa è l’otite estiva e come si manifesta
Vediamo quali sono le principali forme di otiti estive alle quali possiamo andare incontro. A spiegarcelo è il Dott. Giancarlo Capasso, Responsabile U. O. di Otorinolaringoiatria del P.O. “Stabia” ASL NA 3 Sud: “Le più comuni otiti che possono insorgere in estate, in cui spesso mi sono imbattuto tra i miei pazienti sono: l’otite esterna causata dall’acqua salata o dall’acqua clorata, l’otite post-traumatica, l’otite catarrale e l’otite barotraumatica.”
Tipologie di otiti estive
- L’otite esterna può essere causata da una serie di fattori, tra cui l’esposizione prolungata all’acqua salata o all’acqua al cloro, il calore e l’umidità. È importante proteggere le orecchie durante le attività acquatiche, ad esempio con dei tappi e sciacquarle con acqua dolce per poi asciugarle accuratamente dopo il bagno. Questi passaggi sono fondamentali per scongiurare la secchezza della pelle e la conseguente infiammazione.
- L’otite post-traumatica può verificarsi in seguito a un trauma dell’orecchio, causata ad esempio da un tuffo che, se troppo violento, può portare alla perforazione del timpano. É importante prestare attenzione alle altezze da cui si effettuano i tuffi ed evitare che questi siano nell’impatto troppo violenti.
- L’otite catarrale è un’infiammazione dell’orecchio medio caratterizzata dalla produzione di muco, dovuta spesso a variazioni stagionali. Nella maggior parte dei casi, l’otite catarrale rappresenta una complicanza di patologie delle alte vie respiratorie, come il raffreddore e le allergie tipiche della stagione primaverile/estiva. Antinfiammatori e mucolitici sono le principali soluzioni ma un valido aiuto può fornirlo anche la terapia termale, che ripristina la permeabilità tubarica e il trofismo della mucosa della tuba e dell’orecchio medio.
- L’otite barotraumatica è una lesione causata da una rapida e significativa variazione di pressione tra l’ambiente esterno e quello interno dell’orecchio medio. Si verifica, ad esempio, durante i cambi di altitudine (come in aereo) o durante le immersioni subacquee non eseguite correttamente. Per prevenire questa forma di otite bisogna effettuare manovre di deglutizione o respirazione, per contribuire al ripristino della pressione interna all’orecchio.
“In sintesi, laddove possibile, bisogna adottare delle piccole misure preventive o ricorrere tempestivamente al consulto di medico per intervenire con trattamenti farmacologici adeguati e fermare l’infezione o infiammazione sul nascere, così da evitare complicazioni” suggerisce il Dott. Capasso, concludendo: “É fondamentale non trascurare le otiti perché possono aggravarsi e portare a una perdita progressiva dell’udito”.
