Vivere con gli apparecchi: la storia di Michela

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Una vita senza limiti: La storia di Michela

Michela è nata nel 2014, frutto di una gravidanza e di un parto sereni, senza complicazioni. Tuttavia, durante il ricovero e gli screening prenatali, i genitori hanno ricevuto una notizia inaspettata: Michela non ha superato il test ABR (Auditory Brainstem Response). Questo risultato ha spinto i medici a ripetere il test dopo 20 giorni, ma l’esito è rimasto invariato.

A quel punto, su consiglio della pediatra, la famiglia si è recata a Pisa, in uno degli ospedali più importanti per la diagnosi e il trattamento dell’ipoacusia. La diagnosi è arrivata presto: ipoacusia bilaterale acuta. A soli 5 mesi, Michela era già stata dotata di apparecchi acustici per entrambe le orecchie.

Nonostante i progressi iniziali, a un anno di età, i medici hanno suggerito un impianto cocleare per l’orecchio destro, una decisione che si è rivelata vincente. L’impianto ha mostrato ottimi risultati, consentendo a Michela di sentire meglio rispetto all’orecchio sinistro, dove le protesi acustiche cominciavano a non essere più sufficienti. Dal 2016, Michela è seguita con attenzione dalla dottoressa Rosa Marie Rossi della filiale di Vairano di Acustica Campana, che ha supportato la famiglia in questo percorso.

Un momento di svolta: la determinazione di Michela

La mamma di Michela, Antonella, ricorda un episodio particolarmente significativo. Era il 2021 e tutta la famiglia era riunita a tavola quando Michela ha detto: “Mamma, papà, voglio sentire a sinistra come sento a destra.” Per i genitori, già provati dall’idea di sottoporla a un altro intervento, non è stato facile accettare questa richiesta. “Noi eravamo contrari,” racconta Antonella, “ma Michela era decisa.”

Michela ha dimostrato fin da subito una maturità e una consapevolezza fuori dal comune. Ha accettato la sua sordità con forza e serenità, trasformandola in una parte di sé che non la limita. Vuole essere autonoma in tutto: ha imparato da sola a pulire e montare il suo impianto cocleare e si impegna con costanza nella logopedia, che segue tre volte a settimana.

Una vita senza limiti

Oggi Michela è una bambina piena di vita. Ama ballare, giocare, divertirsi e affronta ogni giornata con entusiasmo. I progressi ottenuti grazie al suo impegno e al supporto della famiglia e dei professionisti di Acustica Campana sono straordinari. La sua storia è un esempio di forza, resilienza e determinazione.

Come dice la sua mamma: “Michela non ha limiti!” Ed è proprio questo lo spirito che Acustica Campana vuole celebrare nella sua rubrica “Vivere con gli apparecchi”: raccontare storie di persone che, con il giusto supporto, trasformano le difficoltà in opportunità, dimostrando che una diagnosi di ipoacusia non definisce il futuro, ma può essere l’inizio di una nuova avventura.

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