Vivere con gli apparecchi: la storia di Vincenzo

L’impegno per l’integrazione e l’inclusione: la storia di Vincenzo Russo

Vincenzo Russo è un giovane diciottenne di Salerno pieno di vita, interessi ed energia. Dall’età di tre anni è portatore di protesi acustiche ed impianto cocleare.

“Il mio percorso di riabilitazione uditiva è iniziato un po’ in ritardo: non avendo effettuato i controlli giusti nei tempi previsti il mio problema è emerso a 2 anni e mezzo. I miei genitori mi chiamavano e notavano che io non mi giravo, non rispondevo allo stimolo. Dopo una prima visita in cui mi fu diagnosticato un semplice raffreddore, fummo indirizzati, tramite un amico di famiglia, ad un altro dottore che diagnosticò l’ipoacusia e ci consigliò di rivolgerci ad un centro acustico. Dopo alcune ricerche scoprimmo Acustica Campana”

Da quel momento l’incontro con Claudio Salzano ed Emma De Bonis che, racconta Vincenzo, gli cambiò la vita: “Ho un bellissimo rapporto con loro: sono persone amichevoli e professionisti che godono della mia più sincera stima”.

La diagnosi di ipoacusia bilaterale profonda a destra e grave a sinistra, fu confermata. Vincenzo indossò i suoi primi apparecchi acustici e scoprì un mondo nuovo, fatto di suoni, musica, rumori: “Anche se avevo solo 3 anni quel giorno lo ricordo benissimo: fu un’emozione enorme poter sentire per la prima volta”.

L’orecchio destro funziona con l’aiuto dell’apparecchio, al sinistro invece ha bisogno dell’im-pianto cocleare.

“La protesi acustica è per me un’estensione del mio corpo. Non la percepisco come un corpo estraneo ma come qualcosa che fa parte di me, come un accessorio che indosso ogni giorno e che mi aiuta a vivere meglio. Con l’impianto cocleare non lo nego, è stata più dura, ma il supporto costante dei professionisti di riferimento è stato prezioso per riuscire ad integrare questo aspetto della mia vita nel quotidiano e non sentirne il peso col passare degli anni. Se oggi sono quello che sono lo devo al percorso di riabilitazione uditiva”.

Vincenzo lancia un messaggio positivo, di accettazione ed integrazione. Per lui accettare serenamente il suo “problema” di salute lo ha aiutato ad intraprendere le sfide della vita quotidiana con grinta e determinazione.

“Punto sempre più in alto: ad oggi ho intrapreso un percorso politico volto a supportare ed integrare nel tessuto sociale cittadino tutte le persone con qualche forma di disabilità. Il mio impegno quotidiano va a loro, affinché non abbiano barriere e si sentano libere di partecipare alla vita sociale dando il loro prezioso contributo”.

Certo il suo percorso non è stato tutto in discesa: a 15 anni subisce bullismo e un episodio di aggressione fisica. Si ritrova con un dito spezzato e una causa in tribunale. Ma da questo episodio ne esce fortificato. A scuola ha l’insegnante di sostegno che lo aiuta a comprendere al meglio le lezioni e cerca sempre di affrontare la discriminazione con tenacia e un sorriso. Da Dicembre 2022 è iscritto all’Ente Nazionale dei sordi (ENS) ed ha in programma di imparare la lingua dei segni “per integrarmi nel mondo della sordità a 360°” conclude.

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